Eccomi di nuovo, altrove
Pensieri prima e dopo la DBS
di Luca Berti
Immagine: Alessia Battaglia
Progetto grafico copertina: Fabiola Signorelli
Recensione di Gerardo Regnani
Ho letto tutto d'un fiato il terzo libro di Luca Berti, "Eccomi di nuovo, altrove. Pensieri prima e dopo la DBS".
Un testo che che mi ha colpito anche per la scelta di questo periodo estivo per la sua pubblicazione. Scelta connessa, ipotizzo, al fatto che il libro raccoglie la cronaca e le riflessioni dell'autore nel periodo che ha preceduto il suo recente intervento di DBS (Deep Brain Stimulation) e dei sei mesi successivi all'operazione.
Luca Berti, come altri pazienti con la Malattia di Parkinson, ha alle spalle una lunga convivenza con questa patologia, della quale descrive in modo diffuso ed efficace il vissuto quotidiano, progressivamente più complesso e difficoltoso.
Una situazione sempre più impegnativa, dunque, anche per chi gli è vicino nella sua convivenza con una patologia che, come altre forme croniche, di solito, non va mai... "in ferie".
Il testo non descrive l'intervento come se fosse "la" soluzione risolutiva definitiva, evidenziando come, nonostante gli apparenti miglioramenti di superficie, sottotraccia, la Malattia continui comunque il suo corso.
Nel testo l'autore racconta come, in un determinato istante, sia arrivato per lui il momento di prendere la decisione di affrontare questo intervento così invasivo. Una decisione che, trovandosi in una fase avanzata della patologia, e dopo anni di disagi crescenti, gli era sembrata ormai non più rinviabile.
L'autore, in più occasioni, sottolinea il ruolo strategico del sostegno costante offertogli dalla sua famiglia, così come del supporto del personale sanitario che lo ha seguito prima, durante e dopo l'intervento.
Un intervento non semplice, che, come si ricorda nel testo, prevede l'inserimento e il posizionamento, in profondità nella scatola cranica del paziente, di due lunghi cateteri metallici e del relativo stimolatore sottocutaneo poi collocato nel torace. Un'operazione complessa, che, come sta già sperimentando anche lui, di norma dopo alcuni interventi di settaggio, migliora significativamente la qualità della vita del paziente per periodi di tempo che gli auguriamo siano molto, molto lunghi.
Si tratta infatti di un'operazione che, come ha evidenziato l'autore, oltre a non essere priva di rischi, così come di incertezze riguardo all'esito, riduce soltanto, senza mai eliminarla del tutto, la necessità di continuare ad assumere la relativa terapia farmacologica, seppure a dosaggi più contenuti.
L'operazione, infatti, così come i farmaci, non è in grado di guarire il paziente dalla patologia, ma soltanto di "domarne" anche a lungo la relativa sintomatologia.
Un libro che consiglio, infine, anche come la cronaca di un percorso di resistenza e di speranza, di un intenso viaggio intimo che Luca Berti ha pensato di condividere anche con i suoi lettori. Un percorso, non ultimo, costellato dalle diverse riflessioni sulle aspettative sull'esito dell'intervento.
Aspettative sul domani che, dopo l'operazione, da quanto ci testimonia, hanno poi via via cominciato finalmente a... "prendere corpo".
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Per chi fosse eventualmente interessato il testo, in vari formati, è disponibile al link seguente:
https://www.amazon.it/stores/Luca-Berti/author/B0CVXD7MH9/allbooks
Roma, 23 agosto 2026
Gerardo Regnani



